L’Italian Sounding è uno dei fenomeni più insidiosi che il Made in Italy deve affrontare sui mercati internazionali. Si tratta dell’imitazione di prodotti italiani, che sfruttano nomi, immagini e simboli evocativi del Bel Paese per ingannare i consumatori, senza avere alcun legame reale con l’Italia. Questo fenomeno genera ogni anno un danno economico stimato di oltre 100 miliardi di euro e mina la reputazione del Made in Italy nel mondo. L’Unione Europea (UE), riconoscendo l’importanza di proteggere il patrimonio agroalimentare e manifatturiero italiano, sta introducendo misure innovative, tra cui il Digital Product Passport (DPP), per contrastare questa piaga e garantire trasparenza e autenticità ai consumatori.
L’Italian Sounding riguarda prodotti che, pur non essendo italiani, evocano l’Italia tramite nomi come “Parmesan” al posto di Parmigiano Reggiano, “San Daniele Ham” al posto di Prosciutto di San Daniele, packaging che mostrano bandiere tricolori, paesaggi italiani o termini come “tradizionale” e “artigianale” e simboli che utilizzano immagini di monumenti italiani o richiami alla cultura gastronomica italiana. Questi prodotti spesso hanno qualità inferiore rispetto agli originali, ma riescono comunque a conquistare ampie fette di mercato grazie al fascino del Made in Italy. Il risultato è che i produttori italiani autentici devono affrontare una concorrenza sleale, perdendo opportunità di vendita e subendo danni alla propria reputazione.
Il DPP
Per combattere l’Italian Sounding e garantire la trasparenza lungo tutta la filiera, l’UE sta introducendo il Digital Product Passport (DPP). Questo strumento rivoluzionario si inserisce nel contesto dell’Economia Circolare e ha come obiettivo principale quello di fornire informazioni dettagliate e verificabili sul ciclo di vita di ogni prodotto.
Il Digital Product Passport è un sistema digitale che raccoglie e rende accessibili dati chiave sui prodotti, tra cui la provenienza delle materie prime, il luogo e le modalità di produzione, le certificazioni di qualità come DOP, IGP e STG e gli impatti ambientali e la sostenibilità. Queste informazioni saranno disponibili ai consumatori tramite un semplice QR code o piattaforme digitali, garantendo trasparenza e tracciabilità.
Il DPP consente ai produttori di certificare l’autenticità dei propri prodotti, rendendo evidente l’origine italiana e contrastando direttamente l’Italian Sounding, che non può fornire dati reali o certificazioni riconosciute. Grazie al DPP, i produttori italiani possono raccontare la storia dei loro prodotti, dal territorio di origine ai metodi di lavorazione tradizionali, differenziandosi nettamente dalle imitazioni. Inoltre, fornendo informazioni trasparenti e verificabili, il DPP aiuta i consumatori a riconoscere e scegliere prodotti autentici, riducendo la diffusione di prodotti imitativi. La certificazione digitale del DPP potrebbe diventare un requisito per l’esportazione in molti mercati, rafforzando la posizione competitiva dei prodotti autentici italiani rispetto alle imitazioni.
Oltre al DPP, l’UE sta adottando diverse misure per tutelare il Made in Italy, tra cui la registrazione delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) e Denominazioni di Origine Protetta (DOP), che offrono protezione legale contro l’uso improprio dei nomi registrati, gli accordi commerciali internazionali, che includono clausole per la protezione delle indicazioni geografiche nei suoi accordi commerciali come il CETA e le campagne di sensibilizzazione per educare i consumatori globali sull’importanza delle certificazioni autentiche e del Made in Italy.
Le piccole e medie imprese italiane potrebbero incontrare difficoltà nell’adozione del DPP, a causa dei costi e della complessità tecniche richieste. Tuttavia, l’adozione del DPP offrirà ai produttori italiani un modo efficace per distinguersi e rafforzare la fiducia dei consumatori. Inoltre, la certificazione digitale potrà aprire nuove porte, soprattutto nei mercati premium dove la sostenibilità e l’autenticità sono fattori chiave.
Il fenomeno dell’Italian Sounding rappresenta una delle principali minacce per il Made in Italy, ma l’Unione Europea sta dimostrando un forte impegno per contrastarlo. Strumenti come il Digital Product Passport non solo proteggeranno i produttori autentici, ma offriranno anche ai consumatori la possibilità di scegliere in modo consapevole. Se ben implementato, il DPP potrebbe diventare una pietra miliare nella valorizzazione del patrimonio italiano e nella lotta contro le imitazioni, assicurando che il Made in Italy continui a essere sinonimo di qualità, autenticità e tradizione.