Se stai pensando di vendere il tuo prodotto agroalimentare negli Stati Uniti, una delle prime cose di cui occuparsi è l’etichetta. L’etichettatura FDA è il primo dettaglio che fa la differenza tra un prodotto pronto a entrare sul mercato e uno che rischia di restare fermo alla dogana.
Etichetta chiara, prodotto credibile
Negli USA le regole sono precise. La Food and Drug Administration (FDA) stabilisce che gli ingredienti vanno indicati in ordine decrescente di peso, con il loro nome comune e in inglese. Non è ammesso l’uso di termini generici o ambigui: per esempio, se un prodotto contiene “olio vegetale”, è necessario specificare se si tratta di olio di palma, girasole o altro. Anche gli additivi devono essere indicati con il nome esatto e la loro funzione, come “acido citrico – correttore di acidità”. È una questione di trasparenza, e i buyer americani (così come i consumatori) ci fanno molto caso.
Allergeni: massima attenzione
Gli allergeni sono un tema molto sensibile negli Stati Uniti. Attualmente, le sostanze da dichiarare obbligatoriamente secondo la FDA sono 9: latte, uova, pesce, crostacei, frutta a guscio, arachidi, grano, soia e sesamo. Se un ingrediente contiene uno di questi allergeni o è stato lavorato in uno stabilimento dove possono esserci contaminazioni, dev’essere chiaramente indicato in etichetta, con una dicitura come “Contains: milk, soy” o “May contain traces of peanuts”.
Il supporto giusto fa la differenza
Orientarsi tra le normative americane è complesso, ma è possibile evitare errori e presentare il proprio prodotto nel modo corretto. Noi di VV Export Solutions aiutiamo le aziende italiane a verificare la conformità delle loro etichette e a sviluppare una strategia efficace per entrare sul mercato USA.